Home Chi siamo Servizi Albo pretorio Archivio
Home
Chi siamo
Servizi
Albo pretorio
Archivio
Contatti
   
In data 16.09.2016, in forza del D.P.G.R. n. 433 del 28/06/2016 è subentrato in qualità di Commissario Straordinario dell’Ente ASP Opera Pia Di Venere, il Sig. Giovanni Antonelli al posto dell’uscente Commissario Straordinario Avv. Umberto Conti.



CENNI STORICI

La benemerita Famiglia “DI VENERE” di Carbonara di Bari ed in particolare Antonio ed i figli Domenico, Sac. Michelangelo, Vincenzo, Sac. Giuseppe e Rosa Di Venere – Ricchetti, con una provvidenziale staffetta familiare, in cui il testimone passava tra i suoi componenti, sommando la consistenza delle singole e personali dotazioni patrimoniali, intese destinare un ingente patrimonio ad opere di assistenza socio-sanitaria in favore dei cittadini bisognosi dell’amata Carbonara e dei territori limitrofi.

Gli ultimi due fratelli, il Sac. Giuseppe Di Venere e donna Rosina Di Venere-Ricchetti dettero vita all'Opera Pia Ospedale “DI VENERE” con annesso Ricovero di Mendicità in Carbonara ed alla Biblioteca “DI VENERE– RICCHETTI” in Bari.

Dopo la morte di queste due portanti e volitive colonne della Famiglia “DI VENERE”; dopo un lungo contenzioso ereditario, che ridusse di un terzo la consistenza patrimoniale dell’Ente; dopo  devastanti occupazioni e requisizioni belliche; dopo audaci e rischiose fughe in avanti per il funzionamento dell'Ospedale, visto che si partiva dall'unica classificazione posseduta di Infermeria per Cronici, il sogno dei “DI VENERE” di dare un Ospedale a Carbonara si è realizzato: ciò grazie alle valide premesse create dalle precedenti Amministrazioni, con la Presidenza dell'Ente, affidata nel settembre 1957 dall'Arcivescovo Mons. Nicodemo a Domenico BELLOMO, un giovane carbonarese con una grossa e qualificata esperienza di amministratore pubblico, segnalato all'Arcivescovo dal Presidente a vita Avv. Francesco Damiani, pronipote dei fondatori. 

Dal 1957, dunque l'Ospedale si rese protagonista, in un rapido crescendo, di una rilevante espansione strutturale e specialistica. Infatti:
  • nel 1959 conseguì il riconoscimento di Ospedale di 3^ Categoria,
  • nel  1962 conseguì il riconoscimento di Ospedale di 2^ Categoria,
  • nel  1967 conseguì il riconoscimento di Ospedale di 1^ Categoria,
  • nel 1970 conseguì il riconoscimento di Ospedale Generale Regionale, essendo dotato di numerosi Reparti specialistici, compreso il vocazionale Reparto di Geriatria (il primo in Puglia), mille dipendenti ed una apprezzata Scuola per Infermieri, intitolata a “Santa Caterina da Siena”.
Inoltre, a conferma della vocazione sanitaria e assistenziale, si sottolinea che sino all'inizio degli anni ’80, l'Opera Pia ha ospitato al proprio interno il Centro Provinciale di Medicina Sociale per la Prevenzione della Vecchiaia “Prof. Luigi Ferrannini”: servizio gestito dalla Provincia di Bari, della quale costituiva un fiore all'occhiello, con una utenza a carattere interregionale, il cui ultimo Direttore è stato il Prof. Michele ZACCO.

Con l'entrata in vigore della Legge 12/02/1968 n.132 di Riforma ospedaliera (Legge Mariotti) si attuò la separazione delle attività e con D.R. 14/11/1972 n.319 della Giunta Regionale della Puglia, Presidente Avv. Gennaro Trisorio Liuzzi, venne sancita la costituzione in Ente Ospedaliero dell'Ospedale Generale Regionale “Di Venere” e la separazione di questo dalla Opera Pia “Di Venere” a cui residuarono le attività di carattere puramente assistenziale

A seguito di questa separazione l'Amministrazione pro tempore dell'Opera Pia procedette, con deliberazione 14/05/1973 n.224, ad un “Esame ricognitivo dei fini istituzionali dell’Opera Pia Di Venere”, atteso che, con grande lungimiranza e sempre nel perseguimento delle finalità dettate dai Fondatori, aveva avviato i lavori per la costruzione di un Complesso edilizio in Ceglie del Campo destinato all'assistenza delle persone anziane: il progetto generale di questa Casa Albergo, approvato con atto deliberativo 07/11/1970 n.400, prevedeva anche la costruzione di una serie di villette a schiera per coppie di anziani, oltre alla realizzazione di un Centro Diurno e di una Scuola per la formazione degli Operatori Socio-assistenziali (realizzata tra il 1993 ed il 1998 - delib. 18/05/1993 n.8). 

L'intero Complesso, intestato alla memoria di “Aldo Moro”, mai interamente completato e quindi mai avviato, ha dovuto subire le ingiurie del tempo e dei vandali ed oggi è in stato di abbandono. 

Inoltre, rilevata l'opportunità della contiguità dell'Ospedale alla vecchia sede esistente e già funzionante, l'Opera Pia, con deliberazione 08/06/1976 n.43, approvò il Progetto Generale e il 1° stralcio dell'Ala di Ampliamento, da destinare all'accoglienza ed assistenza degli anziani non autosufficienti, riservando il citato Complesso “Aldo Moro” in Ceglie all'ospitalità di anziani autosufficienti e garantire così una gamma completa di soluzioni assistenziali dedicate alla terza età.

Anche questo progetto è stato purtroppo coinvolto nelle medesime vicende delle altre iniziative: difatti ed è stato realizzato solo un quarto dell'intero, ancora al rustico. 

Instancabilmente gli Amministratori dell'Ente continuano a prodigarsi alla ricerca di soluzioni, difficili perché purtroppo molto costose, che consentano l'utilizzazione di questi manufatti, di cui vi è comunque una grande necessità sia sotto l'aspetto sociale sia sotto l'aspetto occupazionale.

L'Ente, sottoposto al vaglio della L.R.30/09/2004 n.15, c.m. dalla L.R. 15/05/2006 n.13, deputate ad attuare un processo di riorganizzazione dell'intero comparto delle II.PP.A.B., si è trasformato in Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (A.D.19/02/2009 n.94) ed ha concluso detto processo con la costituzione (D.D. 26/10/2010 n.702), dopo nove lunghi anni di commissariamento, e l'insediamento (Delib.01/12/2010 n.46) di un regolare Consiglio di Amministrazione che si è adoperato al meglio per superare le difficoltà vecchie e nuove dell'Ente, operazione questa non certo favorita dalla crisi in atto. 

Nell'anno 2014, tuttavia, gli enormi problemi finanziari e le forti criticità dovute a questa situazione involutiva hanno portato lo scioglimento del Consiglio di Amministrazione e di conseguenza dato avvio ad un nuovo periodo di commissariamento. 

Site Map